FOOD AND WINE TOURISM FORUM 2024

Il Castello di Grinzane Cavour, la prima enoteca regionale del Piemonte, luogo di sperimentazione e luogo di vino. È questa la location che ha ospitato la settima edizione del Food and Wine Tourism Forum (FWTF). Una giornata di panel, workshops, sessioni di networking sotto la direzione scientifica di Roberta Milano per l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.

E così, nel 2014, mentre il Pane di Altamura veniva riconosciuto come DOP. Mentre il prosciutto di Parma inaugurava il suo primo museo e mentre il vitigno storico e autoctono del Derthona, il Timorasso, con Walter Massa, si riscopriva come uno dei vitigni bianchi più interessanti e promettenti del panorama vinicolo italiano e internazionale. Il paesaggio delle colline centrali del Piemonte Langhe-Roero e Monferrato diventa sito UNESCO, solo l’inizio di un percorso volto sempre a migliorarsi che quest’anno festeggia i suoi primi 10 anni.

La coltura del vino diventa cultura. Una cultura poliedrica e non sempre facile da approcciare ed è esattamente questa la sfida del territorio di Langhe-Roero e Monferrato, aprendosi al turismo come sito UNESCO, e questo è stato il focus del FWTF del 21 giugno 2024.

IL LAVORO CHE GENERA CULTURA E BELLEZZA

In quanti arrivano nel territorio perché si mangia bene, si beve in modo eccellente e il tutto incorniciato da meravigliosi panorami? Tuttavia, in quanti comprendono l’essenza della loro esperienza? O ancora, le provenienze, la saggezza, i mestieri e le vite dietro il loro consumo, in pochi.

La sostenibilità è nata in queste zone, dall’armonia tra uomo, natura ed economia. Le Langhe-Roero e Monferrato sono tra i primi, a livello globale, ad aver compreso l’importanza di coesistere in questa armonia, come ha affermato Stefano Musco.

La dedizione al lavoro e il famigerato “olio di gomito” sono straordinari in questa zona, si pensa sempre a fare bene e a fare meglio, in modo instancabile e con estrema naturalezza, senza scuse o escamotage, senza pressioni.

In questo territorio gli individui, le famiglie, i nuclei si affermano con il lavoro. Il sito UNESCO Langhe-Roero Monferrato nasce sul lavoro contadino, che oggi è diventato imprenditoria generando cultura e bellezza. La bellezza si manifesta quando le persone si sentono felici ad arrivare in un luogo (Danilo Poggio).

“Le terre che restituiscono sono la proiezioni verso il futuro”, una delle frasi espresse nell’introduzione al FWTF è una grande credenza per i locali di Langhe-Roero Monferrato che in questa ottica di “do ut des” affidano alla terra la loro sussistenza, le loro soddisfazioni e il loro successo. Tale reciprocità dell’uomo con il suo territorio va rispettata e salvaguardata nell’affermazione di pratiche turistiche sostenibili.

DOBBIAMO SCEGLIERE

“Non possiamo essere un territorio per tutti, dobbiamo scegliere” è questa l’affermazione di Daniele Manzone, direttore del Consorzio I Vini del Piemonte e di Strada del Barolo e grandi vini di Langa. Scegliere con strategia e consapevolezza tra i cosiddetti “turisti qualificati” e i “turisti mordi e fuggi”

I luoghi di Langhe-Roero e Monferrato non sono luoghi di intrattenimento bensì di consapevole evasione dove si ha la possibilità di vivere momenti reali in luoghi di vita vera.

Il turista qualificato apprezza e completa la catena del valore di un sistema turistico ricco e complesso. Il turista mordi e fuggi banalizza e riduce il tutto al famigerato luogo comune del “si mangia e si beve bene”, creando così un pressione antropomorfa distruttiva dove i locali iniziano a mal tollerare i turisti. non basta che i turisti amino i luoghi, anche i cittadini locali devono amare i turisti e questo vale per tutte le mete e tutti i siti.

L’ERBA DEL VICINO…

Daniele Manzone sottolinea l’importanza e l’esigenza di diffondere la conoscenza dei luoghi limitrofi al sito , meravigliosi e ancora sconosciuti, per assodare le pratiche di turismo sostenibile. E ancora, come spiega Sergio Germano direttore del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, riscoprire i vitigni autoctoni per ampliare l’offerta rivolta al turismo ed elevare il livello della domanda.

Al contempo, mai scendere a compromessi con la professionalità e iniziare a rivolgersi a nuove audience che permettono di elevare il livello delle esperienze ed eludere alle complessità di un turismo stagionale, è il caso dei remote worker che arrivano nei periodi meno affollati e ricercano cultura, autenticità e tranquillità.

Il connubio di questi aspetti strategici permette l’implementazione di pratiche turistiche sostenibili, accoglienti e selettive nel sito UNESCO Langhe-Roero Monferrato e un egregio posizionamento della meta enogastronomica.

GLI ATTORI DEL TURISMO

Silvio Franceschelli, sindaco di Montalcino ci parla dell’importanza della programmazione che permette l’equilibrio tra turismo e residenzialità.

Come si mantiene il turismo enogastronomico senza artigiani, produttori e gli imprenditori locali? In nessun modo. 

Questi attori devono essere i primi ad essere ben predisposti all’accoglienza e a garantire la qualità nel servizio continuativo. Ciò si realizza esclusivamente sentendosi parte di un insieme collettivo e rassicurati da un supporto e da una programmazione. 

Essere una best practice, emulare le best practices e anche commettere qualche errore, è il circolo virtuoso che si autoalimenta continuamente nel percorso di chi cerca di migliorarsi sempre. E dunque si parla dell’over-tourism nel territorio delle Langhe-Roero e Monferrato come un errore collettivo, di chi non ha saputo programmare bene, di chi si è trovato spaesato dal ritmo delle affluenze e ancora di chi non si è dimostrato in grado di comprendere il valore di ciò che stava vivendo. Quindi l’over-tourism è un stimolo per fare ammenda e iniziare a mettere in atto azioni concrete e risolutive.

La vivibilità residenziale è prioritaria rispetto alla vivibilità turistica, migliorando le modalità di fruizione del territorio da parte dei turisti si rendono i cittadini ben predisposti e giosi ad accoglierli. L’unicità di un prodotto turistico risiede anche nella stabilità e nella qualità delle relazioni umane.

NARRATORI DI GRANDI VINI

Il sito UNESCO di Langhe-Roero Monferrato è una destinazione turistica enogastronomica e narratrice di grandi vini.

Durante il FWTF si è dibattuto sul come si possa valorizzare il posizionamento di questo territorio di grandi vini, mantenendo la competitività e senza tralasciarne l’identità e la sua dimensione iconica. È il territorio bello che fa il vino buono o è il vino buono che rende un territorio bello? Ripartiamo dal Kalos Kai Agathos dell’antica Grecia per sbrogliare questo dilemma in cui la bellezza fisica viaggia di pari passo con la purezza intrinseca. 

Il mio pensiero è che siano le persone, l’homo faber – per rimanere in tema “classicismi”- a fare il territorio bello e il vino buono e che questa catena del valore sia alimentata da chi si sente fortunato.

Chi si sente fortunato ad esserci, a viverci, a visitarlo. I grandi barolisti, ad esempio, sono sicuramente lavoratori instancabili e tecnici affermati ma sono anche coloro che sono grati e si sentono fortunati ad essere nati in questo territorio e su questa riconoscenza crescono e si rispettano.

Il turista grato di trovarsi nel territorio di Langhe-Roero Monferrato è colui che alimenta quotidianamente la sua curiosità, che vuole saperne di più e che coglie l’essenza di ogni sorso cercando di “andare oltre”.

La nomina a sito UNESCO è sicuramente un incentivo per le azioni di programmazione di un turismo sostenibile, per una crescita sana e per una coesistenza costruttiva tra tutti gli attori della filiera del turismo.

UN POSIZIONAMENTO VINCENTE

Riportando la celebre di frase di Al Ries e Jack Trout, coloro che hanno introdotto il concetto di posizionamento nella letteratura di marketing a partire dal 1969, “il posizionamento non è ciò che fate ad un prodotto. Il posizionamento è ciò che fate nella mente del potenziale cliente”. Così, Stefano Mosca, direttore dell’Ente Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, apre il suo speech sul posizionamento delle destinazioni gastronomiche e di grandi vini.

Alba è il più vincente case history a livello globale di posizionamento vincente di un prodotto della terra: il tartufo bianco d’Alba. Il suo prezzo al kg è arrivato anche a 9k ed è sempre stato venduto tutto, il tartufo bianco d’Alba è una delle forze trainanti del territorio e negli ultimi anni è anche una delle ragioni del fenomeno dell’over tourism diffuso nel territorio nel periodo di alta stagione. 

I turisti stranieri arrivano nella destinazione enogastronomica dai paesi dove sussiste un mercato estero. È molto lineare che il turista decida di visitare una destinazione enogastronomica perchè ha degustato in prima persona l’eccellenza del territorio presente nel suo mercato domestico. Questi aspetti, come molti altri, devono essere osservati in maniera analitica per riuscire in uno scambio di valore tra i diversi attori della filiera.

“Il turismo è la catena del valore più ampia che ci sia. É vita, sviluppo e occupazione. Gli Italiani sono molto bravi a pensare, ciò in cui hanno difficoltà è tradurre i dati in strategie. Il dato non è osservazione o premonizione. Il dato serve a misurarci e a programmare gli obiettivi. Il turismo è come un grande vino rosso, vedremo dopo anni i risultati delle azioni messe in atto oggi”. Così Alessandra Priante presidente dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) sottolinea l’importanza dell’azione e dell’analisi quantitativa degli aspetti per programmare l’azione stessa.

L’abilità dell’utilizzo e della lettura dei dati non può essere una cosa per pochi. Questo è il solo veicolo per contrastare la minaccia dell’over tourism e per indagare quali siano le esigenze delle imprese da soddisfare. Sono le imprese a fare il turismo e il turista e ci si auspica che il turista si dirotti ad assumere comportamenti responsabili e sostenibili.